FDM - 2006

Progetto MB ovvero, Marco Bucci, debutta nelle lande musicali con “Contrappunti”, uscito alla fine del 2005 per l'etichetta messinese Snowdonia e distribuito da Audioglobe. Un album “costruito” nel vero senso della parola, visto che consta di suoni sovraincisi fino alla soddisfazione, alla quale segue il titolo, ogni volta venuto fuori per istinto. Musica amata dentro uno studio con tanti strumenti e un PC in mano a questa sorta di burattinaio che ci porta via con le sue tracce strumentali, tra Roma e la Luna.

Marco, come ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato molto presto a manipolare un registratore a bobine che avevano i miei genitori. Già a quattro/cinque anni registravo chiacchiere e barzellette e quelle sono state le mie prime esperienze con la registrazione. A vent'anni ho iniziato a suonare la chitarra e poi la batteria, incidendo con registratori a cassette e un mixer. Iniziavo così a fare piccole composizioni e sovraincidere i suoni. Da lì è iniziata la passione prima con le cassettine poi coi CD-R fino a questa prima produzione.

Quando componi a cosa pensi visto che non possiamo attaccarci a delle parole…

In realtà questo disco rappresenta solo un lato delle mie composizioni, che sono anche canzoni vere e proprie. Di solito mi metto lì, faccio scorrere le dita sulla chitarra e registro, dopodiché sovrappongo e sovrappongo ancora finché, esce fuori il pezzo ma io non so partendo, dove andrò a finire. Per lo più non ho una vera e propria ispirazione per i pezzi strumentali.

Oltre a questo porti avanti altri progetti?

Ho un gruppo con il quale suono la batteria da dieci anni. Il nome lo cambiamo molto spesso. È un gruppo tra Frank Zappa, Morricone o i Soft Machine. Non abbiamo un genere preciso perché siamo in via di rielaborazione di tutto il nostro materiale.

Questo disco l'hai registrato su quattro e otto piste tra il 1999 e il 2004, così almeno scrivi sul CD. Quali dischi ascoltavi in quell'arco di tempo?

Ascolto in generale parecchia new wave anche se nel disco non si sentirà come ispirazione, comunque i miei riferimenti musicali (più nell'approccio che nella musica) sono Robert Wyatt, Brian Eno e Syd Barrett. Questi tre personaggi sono stati fondamentali per il mio tipo d'approccio solista.

Sulla copertina c'è una foto minacciosa. Come mai?

Quella è stata una scelta di Snowdonia, avendo come d'accordo il totale controllo sulla copertina. Mi hanno spiegato che l'ispirazione deriva dal fatto che alcuni pezzi del CD ricordavano delle possibili colonne sonore di film horror di serie B. E per questo hanno messo questa copertina orrorifica con una donna incappucciata che blandisce un coltello in mezzo a delle canne da zucchero. La foto è stata realizzata da Angela Anzalone che cura anche gli aspetti fotografici di alcuni gruppi della stessa Snowdonia. Io non la conosco.

Quindi non eri d'accordo su questa copertina?

No. Mi dissero nella preparazione del disco che la copertina sarebbe stata ispirata ad un tema orrorifico. Poi quando l'ho vista potenzialmente mi è piaciuta. Poteva andare peggio.

Hai già fatto dei concerti con questo progetto?


No e non credo ne farò mai. Questo progetto è legato alla dimensione di musica da studio. È un passatempo. Lo faccio nel tempo libero. Mi metto lì e registro anche perché certi suoni sarebbe impossibile per me riprodurli nuovamente e convincere delle persone a suonarli per me. Ho il mio gruppo per suonare.

Come hai conosciuto Cinzia e quindi Snowdonia?

Tre o quattro anni fa, una volta raccolto molto materiale iniziai la solita prassi mandando a diverse etichette indipendenti il mio CD. Ho ricevuto tante risposte negative logicamente. Alla Snowdonia prima del mio materiale mandai una e-mail abbastanza provocatoria asserendo che le etichette indipendenti producevano sempre la stessa musica, o noise o pop rock, e che non c'era spazio per musiche diverse. Cinzia mi rispose: “Ma chi ti credi di essere tu che pensi queste cose? Mandami un CD e vediamo!”. Quando gliel'ho mandato, ascoltandolo ha detto che forse avevo ragione sulle nuove musiche indipendenti e che potevamo fare qualcosa. Quindi da lì sono entrato in una sorta di lista d'attesa. Già nel 2002 sapevo che il CD sarebbe uscito nel 2005. Ho dovuto cambiare al volo la scaletta ed eliminare i frammenti cantati, visto che Cinzia non era soddisfatta della voce. Era troppo macchinoso per me ricantare quei pezzi così le ho proposto di eliminarli e così è stato.

Come è andata in porto la cosa? A che livello interviene Cinzia oltre la copertina?

Le spese di stampa e produzione vengono divise al 50% con l'artista. Loro pensano alla stampa e alla promozione mandando i CD alle radio, alle riviste e ai giornalisti. Poi una parte delle copie rimangono a loro e il resto lo riceve l'artista che si vende i CD attraverso i propri canali: i concerti, gli amici, eccetera…

Forse potresti fare la colonna sonora di qualche corto visto che non farai dei live.

Sì, mi piacerebbe intervenire in questi ambiti. Tra l'altro sto scrivendo una piccola colonna sonora per un cortometraggio di una mia amica. Poi le mie musiche si prestano molto a interagire con le immagini.

Mi piacciono molto i titoli dei tuoi brani. Ad esempio “Se una notte d'inverno un suonatore”.

Molti nascono spontaneamente. Una volta finito di comporre quello che m'ispira il pezzo diventa il titolo più o meno definitivo. C'è un pezzo che però è stato stampato male. Nel CD è la 12 e risulta come “8on” quando in realtà è “80N”: l'autobus notturno che io sono solito prendere. È un omaggio a quell'autobus di disperati. “Se una notte d'inverno un suonatore”, dal celebre libro di Italo Calvino (“Se una notte d'inverno un viaggiatore”, NdI) l'ho finita in una notte e per questo ho scelto quel titolo. In realtà non c'entra molto col romanzo.

E “L'attesa inquieta”?

È appunto il pezzo un poco più orrorifico che dà la sensazione di attesa anche per le atmosfere create a cui si riferisce la copertina del CD e l'ispirazione di Cinzia.

Poi hai avuto “Improbabili pulsioni verso il cosmo”…

Quel pezzo è una libera improvvisazione. Mi sono ispirato ai primi pezzi dei Pink Floyd sia per il titolo che per l'approccio. Nasce da una sorta d'improvvisazione semi strutturata di batteria su cui poi ho costruito il pezzo con tutti i suoni. Improvvisazioni (im)probabili.

Francesca Ognibene