La musica è un pesce scongelato con l’asciugacapelli: è questa frase sibillina e stravagante ad introdurci nel colorato mondo dei Maisie, ensemble siculo/piemontese/francese che arriva ora alla terza esperienza in studio.
Il progetto Maisie è fondamentalmente un duo, composto da Cinzia La Fauci e Alberto Scotti della label siciliana Snowdonia: i due hanno scritto la musica dell’album e grazie ad uno stuolo di ospiti hanno “scongelato il pesce morto”, facendolo tornare in vita proprio grazie a loro. In particolare, vero deus ex machina dell’album è Falter Bramnk (al secolo Frank Lambert), arrangiatore e factotum.
Il mondo Maisie è colorato e variopinto come la copertina e l’artwork in stile anni ’60; è un mondo musicale in cui il cabaret incontra la filosofia, il nonsense e la provocazione deridono il raziocinio, il rock incontra la psichedelia, il jazz, il funky e le nuove tendenze lo-fi, lounge ed exotic si sfidano apertamente per poi abbracciarsi felici.
Strepitosa l’apertura di “Dick Smart 2.007”, che segna grosso modo quello che sarà il “fil rouge” del cd, cioè una deliziosa atmosfera “vintage”, che tira a sé la psichedelia più colorata, zuccherosa e ridondante. E’ tutto all’insegna della stravaganza e dell’eccentricità, con momenti non lontani dal situazionismo sonoro del RIO, tra sambe sfavillanti e sfregamenti latini, improvvise reminiscenze jazz e soundscapes frippiane.
Cito al volo la debordante gioia fiatistica di “Resta di stucco, è un barbatrucco”, l’ironico e misterioso nonsense di “I’m swinging”, “Barbapapà disc jockey” e “Uxoricide Waltz”; l’adorabile psichedelia d’autore di “Las Momias”, lo stravagante glam bowiano di “My body was a luminuos accumulator”.
Ed è fiammante e contaminato acid rock in “Sun burns in pink air”, latin jazz in “Dick Smart”, rumore in “Mr. Clam”. Miles Davis incontra l’elettronica nella lunga “Sadist of Notre Dame”, i King Crimson sfidano i Mr. Bungle nella visionaria “Plaisir à trois”.
Un lavoro interessante, a volte un po’ frammentario, con un vasto e frizzante gruppo che agita un mestolo psichedelico in un profondo, speziato e ribollente calderone.
Dimenticavo, non perdetevi l’introduzione programmatica dello “spirito guida” Marco Pustianaz: “Che noia questa musica moderna, sembra un condominio dove il vicino non parla mai col suo vicino”…

Donato Zoppo