Ci risiamo! Ormai bisogna prendere atto della mole mastodontica di uscite della Snowdonia .
Non passa giorno che non ci appaiano, inconfondili per l'artwork inevitabilmente kitch e naif, i cd siciliani.
Le caratteristiche di questo disco di Scarapocchio (?!) sono assolutamente in (non) linea: political uncorrect, fuori moda, deliziosa volgarità, sesso non patinato, suoni obliqui e non omogeneizzati, genuinità, lo-fi non come genere ma come pratica fanciullesca.
Scarapocchio cosa può ricordare? Forse i Residents, per approccio ed attitudine. Come i bulbi innominati, si compiace nell'accatastare frammenti (apparentemente) incongrui,senza capo nè coda, che pretendono un'attenzione "vergine" all'ascoltatore. Solo così, cogliendo l'attimo, questi riuscirà ad apprezzare le intuizioni e la complessità di ciascuna frase.
Insomma con questi non ci si adagia mai sul rassicurante refrain, non si trova mai l'orsacchiotto compagno di sogni sereni. Bisogna farsene una ragione, se non altro per garantire lunga vita a progetti tanto bislacchi quanto indispensabili in un mondo così piatto.
Esilarante la copertina, col trasporto amoroso (degno d'altri tempi, ovviamente) del produttore per la sua bella Valeria
.
Luciano Marcolin