"W la figa proletaria", "morte alle troie di regime": queste due scritte contornano, in una delle ultime pagine del libretto del cd degli Scarapocchio, un collage con foto di Valeria Marini, Natalia Estrada ed una scrofa che allatta una nidiata di maialini. La voglia di dissacrare, dunque, non sembra certo mancare agli Scarapocchio, non tanto per il libretto colmo di falli e ironia, quanto per l'attitudine a giocare con il pop a bassissima fedeltā con uno spirito simile a quello con cui i CCCP interpretavano il punk.
Con questo spirito provocatorio e dissacrante nasce "Attenti, sono felice!": uno spassoso mix di schizofreniche filastrocche lo-fi arricchite da qualche attacco indie-rock e parodie di perfette pop-songs con testi tutti da decifrare fra velati attacchi di ironia intelligente e momenti di puro delirio al limite del non-sense.
Una creatura bislacca, difficile da gestire; qualcuno sicuramente sarā abbastanza folle da associargli il termine "genio" (francamente esagerato e completamente fuori luogo) mentre qualcun altro potrebbe trovarli pressochč inascoltabili e cestinare il disco al primo ascolto, ma dopotutto non č difficile immaginare che sia proprio quello che gli Scarapocchio vogliono.
Loro giocano, dissacrano, si divertono nascondendo l'intelligenza in mezzo a tonnellate di delirio: fanno il verso a Manuel Agnelli in Spermicidio, non dimenticano un pizzico di autoironia, provocano i ben pensanti con qualche testo oltre il limite del buon gusto e puntano il mirino del loro sarcasmo contro il pensiero medio-borghese con tanto di prototipo del perfetto figlio di papā soprattutto, perchč mettono insieme un dischetto fatto di eccessi e canzoncine a bassa fedeltā orecchiabili e divertenti.

Roberto Bonfanti