Autentico outsider della scena italiana durante gli anni d'oro della Cramps, il siciliano Andrea Tich sceglie un'altra label deviante come la Snowdonia per dar seguito al suo disco di debutto del 1978, "Masturbati". Nulla dell'originario spirito freak si è perso per strada, neanche i vecchi compagni di viaggio Claudio Panarello e Maurizio Marsico, di nuovo al fianco di Tich in queste venti pillole di neo-prog leggere come l'aria e di "poesia del quotidiano" in chiave elettropop da assumere in un'unica somministrazione. Un piccolo capolavoro di arte surreale, potenziale disco di culto per chi ha amato gli sberleffi geniali di Zappa ed il misticismo d'antan di Juri Camisasca, i "dischi bianchi" del Battisti elettronico e il nonsense low-fi delle prime prove di Bugo. Bentornato tra noi, Andrea. (8/10)

Raffaele Zappalà